criminologo nelle carceri

Nel corso della storia è radicalmente cambiato l’atteggiamento della società nei confronti del criminale o del presunto tale. Se prima dell’avvento dell’Illuminismo, il detenuto o l’indagato era privato di ogni diritto, nel corso dei secoli la società ha modificato la propria visione nei confronti di chi ha commesso un atto criminale. Il soggetto, infatti, quando entra in carcere non è più semplicemente punito, ma avviato a un processo di rieducazione con la finalità di un pieno reinserimento in qualità di membro produttivo della società. E’ con l’art. 27 comma 3 della Costituzione Italiana che tale cambiamento -non più punizione, ma rieducazione del detenuto- trova la sua massima espressione. L’articolo, infatti, dice “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Tale enunciato ha definitivamente incaricato la realtà carceraria del ruolo di educatore, potendosi servire di molteplici figure professionali.

Tra queste, vi è anche quella del criminologo, il quale racchiude in sé molteplici competenze e si basa su una padronanza di aspetti multidisciplinari che vanno dalla giurisprudenza, alla psicologia, passando per la sociologia e l’antropologia.

Il background di un criminologo, infatti, non prevede un percorso di studi standardizzato, ma confluiscono verso questa professione diverse discipline, tutte concorrenti a formare un professionista esperto e dalla spiccata conoscenza multidisciplinare.
L’alta specializzazione dell’esperto criminologo renda questa figura professionale sempre più richiesta in diverse realtà lavorative, e, talvolta, totalmente indispensabile. E’ questo il caso dei criminologi impiegati nei carceri, i quali, integrati in un team multidisciplinare, concorrono al processo di rieducazione dei detenuti. Secondo l’articolo 80, 4° comma della Legge 354 del 1975, infatti, “per lo svolgimento delle attività di osservazione e di trattamento, l’amministrazione penitenziaria può avvalersi di professionisti esperti in psicologia, servizio sociale, pedagogia, psichiatria e criminologia clinica, corrispondendo ad essi onorari proporzionati alle singole prestazioni effettuate.”Nelle carceri, il criminologo è chiamato a svolgere il suo compito in più momenti. Ha, infatti, un ruolo all’interno dell’indagine, con il compito di instaurare un rapporto con l’indagato, cercare di comprendere le motivazioni che lo hanno condotto a commettere l’atto criminoso; ma anche un ruolo nel processo di rieducazione del detenuto. Il criminologo impiegato nelle carceri, infatti, nell’ambito di una squadra che consta di diverse figure professionali, ha il compito di interloquire con i detenuti e valutarne da un lato l’eventuale pericolosità sociale, dall’altro quanto sia ampia la possibilità di un recupero in termini di rieducazione e reinserimento all’interno della società esterna. E’ questo forse la realtà più stimolante e più insidiosa in cui un criminologo può operare. Perno fondamentale del ruolo del criminologo è il colloquio che il professionista ha con il detenuto, che deve essere strumento per instaurare un legame di fiducia, processo indispensabile per la comprensione e la riabilitazione dell’imputato o del detenuto. Il colloquio può essere sia di tipo peritale, il criminologo è chiamato a ricoprire il ruolo di perito, oppure può avere finalità di ricerca scientifica. Il professionista, in questo contesto così delicato, deve applicare il “sapere criminologico”, in ogni occasione, soprattutto nel colloquio investigativo.
Per i professionisti che gravitano nel mondo della giurisprudenza, dell’antropologia e della sociologia, l’accrescimento delle proprie conoscenze in ambito criminologico è un vantaggio di notevole importanza e l’obiettivo di CFS è proprio quello di dare ai suoi iscritti strumenti materialmente utili nel campo.

E’ sulla base di questo che il Corso di Alta Formazione in Criminologia non fornisce solo un approccio teorico, tramite lezioni frontali con un team di docenti multidisciplinare, ma anche un approccio pratico, con l’ausilio di stage e tirocini.

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