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DIGITAL FORENSIC E WEB: CRONOLOGIE ONLINE COME PROVA INVESTIGATIVA

Il caso Marco Eletti e il ruolo della digital forensic nelle indagini

La digital forensic ha assunto un ruolo determinante nel caso di Marco Eletti, accusato dell’omicidio del padre Paolo e il tentato omicidio della madre Sabrina, attraverso la somministrazione di benzodiazepine nascoste all’interno di alcuni bignè, per poi colpire mortalmente il padre con un martello.

Il movente sarebbe legato sia a questioni economiche, sia alla scoperta di una doppia identità di genere del padre. Centrale nel procedimento è stato anche il tema della premeditazione, contestato dalla difesa che tentava di sostenere l’ipotesi di un gesto impulsivo.

 

Digital forensic e acquisizione delle prove informatiche

Nel corso delle indagini, gli investigatori hanno acquisito e analizzato numerose evidenze digitali presenti sui dispositivi elettronici utilizzati dall’imputato.

Tra gli elementi più rilevanti emersi durante l’attività di digital forensic vi è stata una stringa di ricerca particolarmente significativa: “come uccidere con un martello”

La query risultava effettuata pochi minuti prima dell’omicidio.

Marco Eletti dichiarò che quella ricerca fosse collegata alla stesura di un romanzo, ma il contesto temporale e investigativo rese tale versione scarsamente credibile.

L’analisi della cache di navigazione, della cronologia browser e dei dati residui presenti nei dispositivi consentì agli investigatori di collocare temporalmente con precisione le attività online svolte dall’imputato.

 

Digital forensic e cronologia web: la costruzione della timeline investigativa

Uno degli aspetti più importanti della digital forensic riguarda la capacità di ricostruire una timeline dettagliata delle attività digitali di un soggetto.

Nel caso Eletti, andando a ritroso nelle analisi, emerse che le ricerche online non erano occasionali né recenti. Le prime attività riconducibili alla pianificazione del delitto risalivano già a settembre 2020.

La cronologia web mostrava:

  • ricerche su sostanze in grado di stordire o uccidere;
  • informazioni relative a farmaci sedativo-ipnotici;
  • tecniche di occultamento;
  • dosaggi farmacologici;
  • interazioni tra sostanze.

La frequenza e la specificità delle ricerche hanno contribuito a delineare un quadro investigativo coerente con una pianificazione progressiva dell’azione criminale.

Inoltre, il confronto tra diversi dispositivi elettronici ha contribuito a consolidare il cosiddetto footprint digitale dell’imputato, rafforzando la continuità delle azioni investigative rilevate.

 

Digital forensic e analisi semantica delle query

La digital forensic non si limita alla semplice acquisizione tecnica dei dati.

Uno degli elementi più rilevanti nelle moderne indagini informatiche è l’analisi semantica delle ricerche effettuate online.

Nel caso in esame, le query utilizzate da Eletti evidenziano un interesse estremamente specifico e mirato:

  • sostanze sedative;
  • modalità di somministrazione;
  • effetti farmacologici;
  • tecniche omicidiarie.

Questi dettagli hanno assunto particolare rilevanza perché mostravano continuità, metodo e approfondimento, elementi incompatibili con una semplice curiosità teorica.

La digital forensic permette infatti di contestualizzare il significato investigativo delle attività digitali, trasformando dati apparentemente isolati in evidenze strutturate.

 

Digital forensic e analisi dei siti visitati

L’attività investigativa non si concentra esclusivamente sui motori di ricerca. La digital forensic analizza anche:

  • siti web visitati;
  • dati applicativi;
  • cronologie di acquisto;
  • shopping cart;
  • log di accesso;
  • metadata;
  • sistemi di tracciamento.

Queste informazioni consentono di distinguere semplici ricerche teoriche da comportamenti concreti e operativi.

Nel caso Eletti, le attività online ricostruite dagli investigatori hanno mostrato una progressione logica che andava dalla ricerca delle sostanze fino alla preparazione dei bignè contenenti benzodiazepine.

La prova digitale ha quindi assunto un valore centrale nella dimostrazione della premeditazione.

 

Digital forensic e prova digitale in ambito giudiziario

La cronologia web rappresenta oggi una delle evidenze più importanti in ambito investigativo e processuale.

Browser history, cache, query di ricerca e log di navigazione possono fornire informazioni estremamente precise sulle intenzioni, sugli interessi e sulle azioni compiute da un soggetto.

La digital forensic consente di:

  • acquisire i dati;
  • garantire l’integrità;
  • preservare la validità probatoria;
  • renderli utilizzabili in sede giudiziaria.

Nel caso Eletti, la prova digitale ha contribuito in maniera decisiva alla ricostruzione del quadro accusatorio, trasformando attività apparentemente invisibili in elementi investigativi concreti e difficilmente contestabili.

 

Digital forensic: quando la tecnologia racconta l’intenzione criminale

Uno degli aspetti più significativi della digital forensic è la capacità di trasformare le tracce digitali in una narrazione investigativa coerente.

Le ricerche effettuate da Marco Eletti non rappresentavano semplici dati informatici, ma frammenti di intenzione.

Attraverso la cronologia web, gli investigatori hanno potuto ricostruire:

  • la ricerca delle sostanze;
  • la pianificazione;
  • l’approfondimento delle tecniche;
  • la preparazione materiale;
  • l’esecuzione del delitto.

La tecnologia, in questo caso, ha documentato passo dopo passo l’evoluzione del proposito criminoso.

Ed è proprio qui che la digital forensic dimostra il suo valore più profondo: rendere leggibili tracce che altrimenti rimarrebbero invisibili.

 

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